"Forse nuove patrie e comunità di riferimento devono essere inventate per uscire dall'apatia, dalla rassegnazione e da una sorta di vocazione alla sconfitta". Una frase fra le molte, meritevolissime, di un grande libro di Vito Teti: si chiama "Quel che resta. L'Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni" (Donzelli). E' una delle analisi più compiute e insieme poetiche su cosa significhi spopolamento, su cosa significa il culmine attuale di quella che abbiamo chiamato strategia dell'abbandono. Leggetelo. E poi leggete questo articolo.

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