Accavallando le gambe sulla poltrona di pelle, col giornale (ex) progressista ben stretto sotto il braccio, l’intellettuale organico dell’epoca della post-verità annuncia compiaciuto che lui le feste comandate le passerà “mille miglia lontano”, per scampare all’obbligo della felicità natalizia; oppure, nel caso resti, farà “esattamente le stesse cose” (ad esempio lavorare sull’ennesimo libro senza pubblico), […]

L'articolo A Natale mi si nota

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