Perché la re-genderizzazione (continuiamo a chiamarla così) applicata alla letteratura è una gabbia e non un passo verso la libertà? Intanto, perché costringe chi scrive, ma le scrittrici in primo luogo, a seguire, volendolo o no, consapevolmente o no, uno schema che le avvicini alle lettrici. Attenzione, non sto dicendo che al momento esiste una divisione netta che vede lettrici che leggono scrittrici e lettori che leggono scrittori. Evidentemente non è così. Evidentemente sto parlando di una tendenza in atto e non di una mutazione già avvenuta.

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