Non intendo certo affrontare qui, in un breve post scritto dopo una notte di letture e riflessioni,una questione impossibile da dirimere come il rapporto fra letteratura e Male. Sono e resto convinta che senza interrogarsi sul Male la letteratura perda una delle sue funzioni primarie (tutta la letteratura: realista, non realista, perturbante, e così via). Mi chiedo però a volte, e questa è una di quelle volte, quanto sia diventato difficile farlo. O, per meglio dire, crederle. E' vero, lo scrittore deve far male a qualcuno per essere tale: e ogni volta che si tocca il punto (ed è bene toccarlo, in tempi di narrazioni spesso smussate e ripiegate), si citano soprattutto due grandi figure della letteratura.

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